Il tema che affrontiamo oggi è il doppio cappotto. Come abbiamo già sottolineato in altri nostri articoli (presenti in questo blog) Molti associano il sistema a cappotto al solo periodo invernale, come una delle principali cure per l’edificio contro la dispersione del calore interno danarosamente generato. Invece, se ben progettato, il cappotto termico può prevenire anche il surriscaldamento tipico del periodo estivo. Questo deve essere valutato considerando l’inerzia termica della muratura con il cappotto di progetto e studiato attraverso un’analisi dinamica (la temperatura superficiale esterna varia al passare delle ore) per calibrare opportunamente lo sfasamento termico.

Il cappotto esterno termico isolante è sempre un intervento impegnativo sul piano economico, ma si può affermare che negli anni la convenienza è maggiore perché isolando l’involucro si riesce a ottimizzare altri interventi di manutenzione.

Esistono due tipologie di isolamento “a cappotto”

– Il cappotto esterno, argomento giĂ  trattato che potete approfondire QUI http://blog.sevensrl.net/la-nostra-casa-ha-bisogno-del-cappotto/cappotto

– Il cappotto interno

L’isolamento termico interno si applica quasi sempre nel caso in cui ci siano problematiche esterne alla abitazione che non consentono di applicare i pannelli isolanti termici, per esempio nei condomini oppure in palazzine condivise, il mercato delle soluzioni per isolare internamente è abbastanza maturo, esistono ottimi pannelli in materiali sia naturali che chimici che garantiscono una ottima resa con basso spessore e quindi ingombro ridotto. Andando nello specifico in generale solitamente sulle pareti interne non si applicano pannelli con spessore superiore ai 20 mm ed è sempre consigliabile utilizzare pannelli composti da materiale naturale come la lana di roccia oppure il sughero, leggerezza e trasmittenza termica sono i due parametri da tenere assolutamente in considerazione quando bisogna acquistare dei pannelli isolanti quindi evitare prodotti troppo economici.

In particolare la tecnica del “cappotto interno”, consiste nell’applicare sullo strato interno della parete, ad esempio, dei pannelli isolanti (es. in sughero), incollandoli direttamente con un collante traspirante ed ecologico ed applicando successivamente sulla loro superficie un intonaco (preferibilmente anch’esso del tipo traspirante) previo interposizione di una specifica rete di armatura per intonaco.

VANTAGGI DELLA COIBENTAZIONE

– Minori dispersioni energetiche durante la stagione invernaledownload

– Meno umiditĂ  in casa

– Casa piĂą fresca d’estate

Ecco qui alcuni consigli guida per avere un cappotto eseguito a regola d’arte:

1. Consultare un tecnico, specializzato nel risparmio energetico..

2. Scegliere un’impresa edile seria ed affidabile, l’idea migliore è quella di scegliere un’azienda specializzata in ristrutturazioni, che disponga di materiali all’avanguardia e che tenga una fitta comunicazione con il cliente.

3.Scegliere i materiali per l’isolamento: a questo in genere pensa l’azienda, che avrà i suoi fornitori di riferimento. Ricordate però che non tutti i materiali sono equivalenti.

4. Chiedete alla ditta esecutrice una garanzia sulla tenuta del cappotto termico: le intemperie possono mettere alla prova i rivestimenti, soprattutto se non sono stati montati e fissati correttamente.

5. Effettuate tutti i pagamenti tramite bonifico bancario, specificando la causale risparmio energetico. Ciò è indispensabile perché soltanto le somme pagate attraverso bonifico possono essere detratte al 50% o al 65% dalle dichiarazioni dei redditi degli anni seguenti.

Voi avete scelto quale cappotto utilizzare per la vostra casa?

 

 

 

CAPPOTTO INTERNO: VANTAGGI E SVANTAGGI
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